Manoscritti in dialogo con il futuro: una visita per soci, donatori e sostenitori

Una serata diversa dal solito, immersi tra le pagine antiche che raccontano la storia di Vicenza e dell’umanità. Nei giorni scorsi, i soci, i donatori e i sostenitori degli Amici della Bertoliana sono stati accolti nella sala manoscritti della Biblioteca Civica per un viaggio esclusivo nel cuore più prezioso del patrimonio vicentino.

Un viaggio nella storia e nell’identità culturale di Vicenza

È stato un percorso dentro la memoria viva della città e, insieme, un’occasione per conoscere da vicino l’istituzione pubblica culturale che da oltre tre secoli custodisce e racconta il volto di Vicenza.

Il racconto si è aperto con le origini della Bertoliana, nata dal gesto generoso di Giovanni Maria Bertolo, che nel 1708 donò la propria libreria privata alla comunità: un atto potente di mecenatismo che ha posto le basi di una delle principali istituzioni culturali venete. Da lì, pagina dopo pagina, i partecipanti sono stati guidati tra documenti e archivi conservati con cura: carte, manoscritti, epistolari e testimonianze di figure che hanno inciso profondamente sulla storia cittadina. Non sono solo “pezzi” d’archivio: sono volti, pensieri, decisioni, storie.

La Bertoliana non si limita a conservarli: li ospita, li ascolta, li rappresenta. E ogni volta che apriamo questi materiali, la distanza tra passato e futuro si accorcia: capiamo meglio chi siamo e cosa vogliamo tramandare.

I documenti visionati durante la visita

Durante la serata abbiamo potuto ammirare alcuni capolavori assoluti della storia documentaria e della cultura materiale:

  • Documenti sull’origine della Bertoliana dall’Archivio Torre (Archivio storico del Comune di Vicenza) e dall’Archivio storico della Bertoliana;
  • Il documento più antico conservato in biblioteca: Diploma imperiale di Enrico IV (1091);
  • Statuta del Comune di Vicenza (1264);
  • Mappa di Giusto Dante con disegno dei Giardini Valmarana Salvi (1659);
  • Erbario alchemico, manoscritto XV secolo;
  • Planisfero di Leardo, manoscritto 1448.

Sono materiali che parlano al presente, ma che per continuare a farlo hanno bisogno di cura: conservazione, restauro, tutela, valorizzazione.

Un patrimonio di tutti, un mecenatismo che continua

Questa visita ha voluto restituire la consapevolezza di un patrimonio che appartiene a tutti: un luogo vivo, che continua a essere espressione di un mecenatismo locale ancora attivo, e che riflette la vocazione di Vicenza a essere laboratorio di cultura, innovazione e memoria.

Nel suo intervento di benvenuto, la presidente degli Amici della Bertoliana Carla Favero ha ricordato quanto sia fondamentale, oggi più che mai, tenere viva la memoria custodita dalla Biblioteca:

“La cultura non è un lusso, ma un diritto. Un diritto che va protetto, finanziato, raccontato e tramandato. Le storie che contano si costruiscono insieme: tra donne e uomini che credono nella cura, nel sapere e nella responsabilità di lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato.”

Un sentito ringraziamento va alla Biblioteca Bertoliana, al Presidente Alberto Galla e alla direttrice Mattea Gazzola, per l’accoglienza e per il prezioso lavoro quotidiano di tutela che rende possibile tutto questo.

Se vuoi diventare protagonista di queste storie e contribuire a custodire la memoria della città, unisciti anche tu agli Amici della Bertoliana. Insieme, la cultura non ha confini.