Ordini e Collegi Professionali in dialogo per preservare “la conoscenza”

Ci sono luoghi che non si “visitano”: si attraversano con rispetto. La Sala Manoscritti della Bertoliana è uno di questi. E il 1° luglio 2025, a varcarne la soglia è stata una Vicenza che lavora e decide ogni giorno: i rappresentanti degli Ordini Professionali.

A Palazzo San Giacomo, nel cuore della città, la Biblioteca Civica Bertoliana e gli Amici della Bertoliana hanno accolto i rappresentanti degli Ordini e Collegi professionali per un incontro riservato: “Professioni in dialogo per la cultura”, una visita istituzionale al Settore Manoscritti e Archivi pensata per far incontrare competenze diverse attorno a un’unica idea: la cultura come infrastruttura della città.

Ad accogliere i partecipanti sono stati Carla Favero, Presidente degli Amici della Bertoliana , e Alberto Galla, Presidente della Biblioteca Civica Bertoliana , insieme a Mattea Gazzola, Direttore della Bertoliana , ed Erika Zanotto, dello staff della Biblioteca.

Il clima è stato quello delle occasioni “giuste”: attenzione vera, curiosità, domande, e la sensazione condivisa che la cultura non sia un capitolo a parte, ma un orizzonte operativo anche per chi lavora ogni giorno nei nodi fondamentali della società.

Le categorie rappresentate

A varcare la soglia della Sala Manoscritti è stata una Vicenza che lavora e decide ogni giorno: avvocati, notai, commercialisti ed esperti contabili, consulenti del lavoro, architetti, geometri e poi farmacisti, medici chirurghi e odontoiatri, medici veterinari, professioni infermieristiche, oltre all’area sociale con gli assistenti sociali. Un mosaico vero di competenze riunite attorno a un’unica idea, mondi diversi, stesso linguaggio quando si parla di bene comune: la cultura come infrastruttura della città.

Dentro i manoscritti: dove le professioni incontrano le radici

Il cuore dell’incontro è stato la visita guidata alla Sala Manoscritti, condotta dai conservatori del settore, con un focus su volumi e materiali legati – per storia e contenuti – ai saperi professionali che hanno modellato Vicenza nel tempo.
Non una lezione “da ascoltare”, ma un’esperienza da vivere: quella sensazione rara in cui ti accorgi che la cultura non è decorazione, è sostanza.

Dal patrimonio alla partecipazione

Dopo la visita, breve presentazione delle attività degli Amici della Bertoliana e spazio al dialogo: perché tutelare i libri antichi, i manoscritti, gli archivi è un lavoro paziente, ma fondamentale. E perché la città – istituzioni, professioni, cittadini – può scegliere di starci dentro, non da spettatrice.

La serata si è chiusa con un brindisi e networking tra i presenti, nel segno di un’idea semplice: quando la cultura diventa terreno comune, anche le differenze diventano ricchezza.

“Quando Ordini e Collegi entrano insieme nella Sala Manoscritti – ha dichiarato Carla Favero presidente Amici della Bertoliana – succede qualcosa di importante: nasce un patto di responsabilità. Gli Amici della Bertoliana lavorano perché questo patrimonio resti vivo, accessibile, e continui a parlare alle nuove generazioni.”

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